… che ti colpiscono.
Quando lo fanno nel bene sono ricordi vividissimi che si imprimono nella mente, con ogni particolare, con colori quasi sovraesposti, con movimenti come al rallentatore, strani e impossibili. Sono ricordi carichi di emozioni, di pensieri e di crescita personale.
Quando lo fanno nel male non possono che essere descritti come il pugno di un uomo cinico e fortissimo… un pugno che ti colpisce senza alcun preavviso dritti alla bocca della stomaco, lasciandoti senza fiato, senza sapere cosa sta succedendo… ma soprattutto che ti fanno sentire vuoto e inerme.
Questo fine settimana stavo leggendo l’ultimo numero di Applicando, quando sono arrivato al “Torsolo”, una rubrica che chiude la rivista facendo un punto sulla situazione del mondo del Macintosh, spesso in maniera caustica e ironica, sempre comunque con interessanti slanci di approfondimento intelligente. Leggo molto volentieri il “Torsolo” anche perche’ l’autore parla spesso di un suo amico, una persona che ho conosciuto tanti anni fa. Bhe, ecco che la conclusione dell’articolo si presenta come il famoso pugno dello stomaco: l’amico di cui spesso parla, Claudio Zamagni (per gli amici ClaZ) e’ citato ancora una volta… ma questa volta per l’ultimo addio. Ecco il pugno allo stomaco.
Il fatto risale a quasi un mese orsono (da quello che sono riuscito a ricostruire si tratta del 3 novembre)… ma io non bazzico piu’ l’ambiente da quasi tre anni: non scrivo piu’ per la rivista, non scrivo piu’ per MacZine, non seguo piu’ i forum… e la notizia non mi era arrivata.
Ho conosciuto Claz diversi anni or sono per un’intervista fatta per MacZine: e’ un ricordo incredibilmente bello, di quando Aaron (fondatore di MacZine), io e alcuni altri ci davamo da fare nel nostro tempo libero per far crescere una fanzine sul mondo del Macintosh, spargendo il verbo, recensendo e provando decine di software shareware e freeware. Un giorno decidemmo di provare ad intervistare i piu’ importanti personaggi legati al mondo Mac in Italia e decidemmo di partire da Claudio Zamagni. Partimmo da Milano alla volta di Torino, con un indirizzo in testa e l’incoscienza di non aver programmato niente sul serio (bhe, dai le domande io le avevo preparate). Arrivammo tardissimo, ma Claudio era li’ ad aspettarci (insieme all’amico comune Emanuele Trussoni); mangiammo insieme e gia’ era evidente che quella non era una persona qualsiasi: era una di quelle persone con un cultura incredibile, con una passione smisurata per il proprio lavoro, una conoscenza fuori dall’ordinario e soprattutto con tutte le capacita’ per mettere in pratica tutto quello che gli passava per la testa… Era una persona che dopo poco non potevi che ammirare, dal basso… ed era anche una persona che ti tendeva la mano, perche’ con la sua umilta’ e il suo sapere essere alla mano, annichiliva ogni distanza con gli altri, facendoti sentire alla pari. La serata prosegui’ con l’intervista, ma soprattutto con un fiume di sapere e di conoscenze che era impossibile assorbire in una volta. Partimmo ad un orario assurdo per tornare a Milano, la testa leggera per l’esperienza passata, pesante per tutte le nozioni apprese; arrivammo all’alba, giusto in tempo per prepararsi alla giornata successiva.
Far capire quanto fosse ClaZ fosse una persona straordinaria a chi non l’ha mai conosciuto non e’ facile: potrei raccontare di quando riprogrammo’ il cambio sequenziale della sua Audi per renderla piu’ vicino al suo stile di guida, di quando smonto’ il primo iPod Apple in 5 secondi netti senza averlo mai visto prima, di quando era riuscito a realizzare il cablaggio completo della sua auto con un portatile, schermi e DVD; potrei parlare di un laboratorio pieno di scaffali dove si poteva rinvenire l’intera storia della Apple, come in un museo; potrei parlare della sua lungimiranza e di quando affermo’ che in meno di 10 anni Apple sarebbe passata ad Intel (allora che il G4 era il top dei processori). Potrei raccontarvi molti aneddoti, molti fatti… ma non riuscirei mai a passare la pienezza della sua persona che io ho solo visto di sfuggita, ma che tutti (nella vita e su internet) hanno testimoniato come speciale.