Regista: Steven Spielberg
Principali interpreti: Eric Bana, Daniel Craig, Ciarán Hinds, Mathieu Kassovitz, Geoffrey Rush
Che cosa e’ successo dopo la strage durante le olimpiadi di Monaco del 1972? Quali sono state le conseguenze di un gesto cosi’ eclatante, cosi’ mediatico?
Spielberg narra in piu’ di due ore e mezza la storia di un gruppo di uomini che ha combattuto, nell’ombra del Mossad, per colpire i responsabili di quella e di altre azioni terroristiche operate contro Israele.
Ma il film non e’ tanto l’ennesima storia che vuole raccontare la guerra (di spionaggio, in questo caso) fra israeliani e palestinesi (o il mondo arabo in generale), quanto la storia di un uomo che con il passare del tempo combatte con la sua umanita’ per riuscire ad uccidere… perche’ anche se non lo avrebbe mai detto, uccidere diventa per lui la cosa giusta da fare.
La domanda intorno alla quale gira il film, al di la’ delle scelte politiche/etniche/religiose (il punto di vista e’ abbastanza equilibrato anche se c’e’ una certa tendenza a far passare gli Israeliani come i buoni, come era logico aspettarsi), e proprio questa: cosa succede quando una persona rispettosa del prossimo arriva a pensare che uccidere qualcun altro e’ giusto?
Il film e’ interessante anche come scorcio storico, e spiega molto dettagliatamente alcuni momenti importanti della scena politica degli anni ‘70; ha digressioni piu’ spionistiche, ma alla fine e’ il lato umano, e’ la trasformazione dell’uomo, la parte che piu’ violentemente esce dal film.