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La scuola raccontata al mio cane - Paola Mastrocola

Filed under: Libri — Azael at 2:24 pm on Friday, December 5, 2008

“La scuola raccontata al mio cane” e’ una piccola perla: un libro scritto egregiamente, sotto tutti i punti di vista, divertente, frizzante e sempre interessante. E’ una lunga dissertazione che l’autrice propone al suo povero cane, ignorante di come sia strutturata e funzioni la scuola del giorno d’oggi. Il cane e’ facile metafora del lettore medio che, dopo aver terminato gli studi, poco segue (fino a quando non e’ costretto in qualita’ di genitore) lo sviluppo della scuola, le modifiche delle normative. La rappresentazione data va ben oltre, spiegando anche meccanismi che sono ambito specifico dei professori e che non sono normalmente noti al personale esterno.

Il libro e’ caustico, a tratti irriverente, pieno di cultura e di citazioni, pieno di entusiasmo per un mestiere che, secondo l’autrice, sta morendo (o forse sarebbe dire che e’ gia’ morto). E’ anche un libro che fa pensare molto, che instilla dubbi, che prende posizioni forti, con le quali alle volte non e’ facile trovarsi d’accordo: alle volte racconta una scuola che non c’e’ piu’, altre volte una che non c’e’ mai stata; in alcuni passaggi dipinge un quadro bellissimo, con la sua commistione di reale, possibile, improbabile e utopico.

Veronika decide di morire

Filed under: Libri — Azael at 9:53 pm on Sunday, October 14, 2007

Autore: Paulo Coelho

Traduzione: Rita Desti

Cosa succede nella vita di una persona quando decide di morire? Letteratura e cinema hanno trattato quest’argomento piu’ e piu’ volte, ma sempre in maniera diversa da come fa Coelho in questo scritto. Quanto il suicidio e’ un fenomeno sociale e quanto e’ invece un fenomeno dovuto a squilibri chimici, traumi o cause piu’ “personali”. Ma soprattutto cosa succede dopo un tentativo di suicidio?
Il libro e’ talmente particolare da renderne difficile una recensione senza anticipare aspetti importanti della trama: essenziale come sempre Coelho non si perde intorno alla storia, puntando direttamente al punto gia’ dalla prima riga… “L’11 novembre 1997, Veronika decise che era finalmente giunto il momento di uccidersi.”
La storia di Veronika e’ costellata di personaggi fuori dall’ordinario, che vivono in una dimensione onirica che in realta’ diventa la dimensione generale di tutto il libro, confondendosi con quella reale in un continuo passaggio dal “sonno” alla veglia.
E’ un libro che disserta della vita parlando della morte in un modo decisamente atipico.

La luna fredda

Filed under: Libri — Azael at 9:07 pm on Tuesday, October 9, 2007

Autore: Jeffery Deaver

Traduzione: Andrea Carlo Cappi

Thriller che vede protagonisti gli stessi personaggi creati dall’autore ne “Il collezionista d’ossa”, “La Luna Fredda” racconta la corsa contro il tempo di un criminalista molto particolare (ridotto su una sedia a rotelle da un incidente) e della sua assistente per fermare un serial killer, autonominatosi l’Orologiaio, che semina cadaveri per la citta’ di New York.
La storia si dipana in una maniera poco consueta, lasciando molto spazio a quelle che sono sottotrame o trame parallele diverse, non spendendo tutta l’attezione sulla storia principale. Oltre ai personaggi ben noti, l’autore riesce a dipingere una serie di nuovi protagonisti molto interessante e variegata; svetta su tutti l’Orologiaio, personaggio che fino alla fine non cessa di affascinare per i modi, i pensieri e l’incredibile precisione che lo caratterizza.
Nonostante oggi come oggi non sia facile scrivere un thriller che abbia in se’ qualcosa di nuovo, Deaver centra l’obiettivo con questo romanzo che, dipanandosi in un crescendo ben sviluppato, porta ad una fine non originale ma attraverso un percorso che non ci aspetterebbe.

Fuori da un evidente destino

Filed under: Libri — Azael at 11:48 pm on Sunday, September 9, 2007

Ultima opera di Giorgio Faletti, “Fuori da un evidente destino” e’ un libro che riprende in parte i toni e le esperienze del primo libro dell’autore, senza pero’ riuscire ancora una volta ad arrivare ad un livello tanto alto (nel secondo libro non sembrava nemmeno ci avesse provato). Si nota una ricerca piu’ sentita nello scavare nei cuori dei personaggi per trovare qualcosa di vero, di forte, che valga la pena raccontare; i risultati sono abbastanza alterni, con ottimi stralci e altrettanto vuoti passaggi. Assolutamente mirabile il lavoro svolto con il cane Silent Joe, protagonista a tratti, non della storia, ma del libro in quanto tale (anche se si poteva evitare di descrive ogni sacrosanta volta che andava ad espletare i propri bisogni).
La trama della storia e’ decisamente atipica e riprende il filone vagamente fantastico del secondo libro, anche se l’aspetto esoterico legato alla magia degli indiani di america rende il tutto piu’ affascinante. Lo sviluppo e’ lineare, senza grossi colpi di scena (e nemmeno il tentativo di crearne), ben raccontato; mai troppo lento, mai troppo veloce, l’autore svolge la trama di fronte ad un lettore interessato e curioso, anche se (personalmente) mai totalmente rapito.
La conclusione della storia e’ forse il momento piu’ importante: e’ una bella fine, non scontata, non sconvolgente… solo bella.

Questa storia - Alessandro Baricco

Filed under: Libri — Azael at 12:11 pm on Monday, January 8, 2007

Un libro scritto in cinque parti, che prende in considerazioni cinque aspetti della vita di una persona, scritto con quattro stili diversi (la prima e l’ultima sono scritte nello stesso modo, a chiudere l’ideale cerchio… o forse dovremmo dire circuito che disegna la vita del protagonista). La famiglia, gli amici, l’amore, il lavoro e la nuova famiglia: sono i cinque temi delle cinque parti, raccontati come solo Baricco sa fare, amalgamandoli in un tutt’uno che e’ anche cinque parti diverse.

La scelta e’ coraggiosa, il tentativo difficile, ed in effetti il risultato non e’ eccezionale: la seconda parte e’ infatti molto sotto tono rispetto alle altre e decisamente pedante e noiosa… poco si sposa con il resto del libro e sembra appiccicata e non amalgamata alle altre sezioni della storia.

E poi… e poi c’e’ la fine, l’epilogo: si’ perche’ se il libro affascina e si lascia leggere, fino all’epilogo rimane un libro come tanti altri… interessante come esperimento di stili, come analisi della vita, ma e’ un libro che molti altri avrebbero potuto scrivere. Ed allora arriva l’Epilogo… e ti prende a schiaffi: sono sonori ceffoni, riga dopo riga… che prendono tutto quello che c’e’ scritto prima e gli danno un senso (ma senza spiegarlo esplicitamente). Sono ceffoni perche’ non solo danno un senso, ma stravolgono tutto il pensiero fino ad ora tenuto, un pensiero lineare, buono, condivisibile; e allora tutto cambia. E poi c’e’ quel numero, 111, che prende e ti affonda un bel pugno proprio li’, alla base dello stomaco e pensi 1000 cose dell’autore e nessuna e’ proprio lusinghiera. Alla fine chiudi il libro e ci pensi: si’, e’ proprio un bell’epilogo, un epilogo che va oltre la parola fine… e ripensi al libro, per giorni… e ci ragioni ma alla fine non sai mai se hai capito proprio tutto tutto.

La nave della magia - Robin Hobb

Filed under: Libri — Azael at 10:30 am on Friday, December 15, 2006

A fronte dell’ottimo lavoro svolto da Robin Hobb nella trilogia dei Lungavista, ho letto questa sua “nuova” opera, sempre ambientata nel regno dei Sei Ducati.

Una premessa doverosa e’ che il volume rappresenta solo meta’ dell’opera originale della Hobb, in quanto “Ship of Magic” (titolo originale dell’opera) e’ stato pubblicato in Italia in due volumi: “La nave della Magia” e “La nave in fuga”. Questo mio intervento quindi si riferisce ad un’opera che, se pur presentata in Italia come a se stante, rappresenta solo meta’ di quanto l’autrice voleva presentare come un unico lavoro.

La prima impressione che si ha leggendo il libro e’ che l’autore non sia lo stesso dei libri precedenti: la storia si dipana lentamente, con difficolta’, indugiando in un nulla che lascia disorientato il lettore. Le pagine si accumulano senza che accada nulla, senza neppure che i personaggi (nemmeno troppi a dire il vero) si svelino nella loro interezza… alla Hobb bastano poche pennellate per descrivere i suoi personaggi, ma continua ad indugiare in corsi e ricorsi, come se non fosse sicura di aver fatto pienamente capire ogni sfumatura… quasi come se non fosse sicura lei stessa.

Se pur le descrizioni sono interessanti e l’ambientazione originale venga arricchita da nuovi elementi fantasy interessanti (benche’ l’idea di base si possa far risalire a “Il viaggio dell’assassino”), il volume sembra aver perso quella magia, quella poesia e quella capacita’ di toccare le corde dell’animo che la Hobb aveva messo nella trilogia precedente.

Il viaggio dell’assassino - Robin Hobb

Filed under: Libri — Azael at 11:35 am on Thursday, December 14, 2006

Terzo ed ultimo volume della saga della Trilogia dei Lungavista, questo libro pone la parola fine alle avventure del giovane Fitz. Se la Hobb ci aveva abituato con i volumi precedenti ad un’opera di elevato livello, completa e piena di sentimenti, in quet’ultima parte delle avventure del giovane assassino riesce a superarsi ancora una volta! La storia procede spedita in un altalenarsi perfettamente bilanciato di azione, introspezione, scoperte, colpidi scena e nuovi segreti. L’analisi del personaggio procede ulteriormente, l’ambientazione e i segreti del passato vengono a galla: e’ tempo che i nodi vengano al pettine. Il viaggio narrato nel libro non e’ solo fisico, ma anche personale ed interiore: Fitz per primo e tutti i personaggi a contorno insieme a lui percorrono una strada lunga ed impervia che li condurra’ a capirsi gli uni con gli altri, ad accettare finalmente la vita che hanno di fronte ma soprattutto a scoprire se stessi.

Il libro e’ ottimamente scritto, veloce, rapido, pieno di azione ed emozioni, pieno di una poesia che trova il suo culmine negli ultimi capitoli. Alle volte la Hobb forza la mano del personaggio, rendendolo un po’ meno intelligente di quanto probabilmente e’ stato descritto in passato, ma lo fa al fine di mantenere alta la tensione e portare tutte le trame verso un’unica conclusione corale.

Eldest - Christopher Paolini

Filed under: Libri — Azael at 7:38 pm on Wednesday, November 15, 2006

Secondo volume della trilogia dell’eredita’.
Il libro parte molto bene in maniera spedita ed interessante, colpendo il lettore e inserendolo immediatamente nel contesto di questa seconda parte della storia. Il miglioramento e’ netto a tutti i livelli (fermo restando quanto detto, piu’ in generale sulle idee e le ispirazioni, nel post precedente) ed anche lo stile e’ notevolmente piu’ maturo.
Dopo un inizio davvero notevole il libro pero’ subisce una botta d’arresto: la parte centrale del volume e’ un grosso -niente- intervallato dall’aggiunta di trame parallele che vanno ad intrecciarsi alla principale. Se e’ vero che questo “niente” permette all’autore di spiegare tantissime cose interessanti sull’ambientazione e sulle regole che governano questo mondo fantastico (fornendogli uno spessore notevole che invece nel primo libro era stato definito solo con grandi pennellate), dall’altro si arriva quasi ad annoiare il lettore che, complice anche la ricchezza d’azione del primo volume, aspetta avvenimenti che sembrano tardare ad arrivare. Grande importanza e’ data all’approfondimento dei rapporti fra alcuni personaggi e nella rappresentazione di comprimari lasciati un po’ in ombra nle primo libro. Paolini cerca probabilmente di ovviare a questa “staticita’” con l’inserimento di nuove linee narrative: il tentativo e’ lodevole anche se non sembra ancora in grado di gestire questo tipo di narrazione (si capisce fin da subito come le storie sono intrecciate e dove andranno a finire).
Il libro si caratterizza infine per alcuni importanti colpi di scena; alcuni erano prevedibili fin dal primo volume, altri invece sono delle interessanti ispirazioni che promettono bene per il seguito della storia.

Eragon - Christopher Paolini

Filed under: Libri — Azael at 11:49 pm on Tuesday, November 14, 2006

Eragon e’ un libro fantasy che riesce a prendere facilmente il lettore, trascinandolo in un mondo ppolato da ogni genere di creatura fantastica: elfi, nani e persino draghi. La storia scorre veloce ricca di azione e di infinite scoperte, tanto da lasciare frastornato il lettore!
Eragon e’ anche un libro che riesce a fare quanto sopra descritto con una tecnica molto semplice: segue i migliori schemi conosciuti del genere, senza lasciare spazio ad invenzioni o veri e propri colpi di scena.
La storia e’ la ben conosciuta favola di un povero ragazzo orfano, senza nessun apparente futuro se non quello di vivere una vita qualsiasi, che si ritrova catapultato in un mondo completamente diverso dal proprio, dove scoprira’ a poco a poco di avere un retaggio importante, grandi poteri e un passato misterioso (i riferimenti ai cliche’ della Saga dei Belgariath o a Star Wars sono direi ben piu’ che evidenti). Gli elementi cratteristici dell’ambientazione sono quelli classici fantasy e si rifanno enormemente a quanto gia’ descritto da Tolkien (elfi, nani e urgali al posto degli orchi, con addirittura una loro truppa elite, i Kull, molto simili nell’idea agli Uruk-hai) anche se qui i draghi hanno un ruolo molto piu’ rilevante. Il legame telepatico fra protagonista e animale/famiglio e’ anch’esso qualcosa di ben noto: Martin e Hobb nelle loro opere migliori hanno dimostrato come gestire al meglio quest’idea (ho letto che questa stessa idea in riferimento ai draghi era alla base della saga dei Dragonieri di Pern, che per’ purtroppo non ho letto). Infine abbiamo la Lingua Antica, che molti trovano troppo simile all’elfico di Tolkien. La trama si sviluppa lungo un intreccio abbastanza lineare (il primo colpo di scena che mi ha colto impreparato e’ stato oltre la quattrocentesima pagina) con qualche ingenuita’ o passaggio un po’ tirato.
Cosa rimane quindi di originale in quest’opera? Non molto a dire il vero: alcuni personaggi sono certamente molto interessanti e la caratterizzazione del drago (coprotagonista a tutti gli effetti della storia) e’ decisamente intrigante; Paolini riesce in particolare a definire e rendere unici i personaggi femminili e alcuni comprimari aggiungendo cosi’ profondita’ al suo lavoro. La storia che sta alla base dell’ambientazione e’ altrettanto interssante, ma viene solo dipanate a grandi linee in questa prima opera della trilogia dell’Eredita’ (il terzo volume non e’ ancora uscito neppure negli Stati Uniti) e quindi non riesce a carpire l’attenzione del lettore.
Il libro e’ comunque ben scritto e si legge in fretta, creando un coinvolgimento piu’ dettato dall’insieme della storia che dallo svolgimento della trama; sicuramente una lettura piacevole.

Chiedi alla polvere - John Fante

Filed under: Libri — Azael at 3:21 pm on Tuesday, October 17, 2006

Secondo libro di Fante su Arturo Bandini, “Chiedi alla polvere” prosegue la storia del ragazzino descritto in “Aspetta primavera, Bandini” (di cui ho parlato in un precedente post). E’ passato parecchio tempo ed il ragazzino Bandini e’ diventato un adulto, si e’ trasferito a Los Angeles e cerca di diventare uno scrittore. La storia raccontata e’ l’intreccio di due storie principali: quella dello scrittore e quella dell’uomo. Lo scrittore cerca la sua ispirazione, cerca l’idea, che lo rendera’ un uomo di successo… l’uomo cerca il completamento della sua vita: l’amore e una qualche forma di rapporto sociale. Sullo sfondo rimane sempre l’incombente figura della religione, inutile orpello per l’uomo acculturato, il filosofo, il dotto scrittore, al tempo stesso pilastro insostituibile dell’uomo fragile, impaurito e solo che alla fine e’ Arturo Bandini.

Il libro, come la precedente opera di Fante, e’ veloce da leggere, entusiasmante ed estremamente coinvolgente; al contrario dle romanzo precedente l’autore usa la narrazione in prima persona, permettendo cosi’ ancora di piu’ l’immedesimazione. Sara’ questa stessa scelta (che permette un’introspezione molto piu’ partecipe), sara’ la prosa ancora piu’ curata e ricca, ma l’opera si eleva ben al di sopra del libro precedente. 

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